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NEL CORSO
DEI SECOLI LA
GRAMMATICA
  è stata oggetto di attenzioni più o meno grandi da parte di insegnanti e studenti e ha fatto sentire la propria presenza all'interno della lezione di lingua straniera in modo diverso a seconda delle scelte metodologiche.
  Con questo metodo l'insegnamento della grammatica, al centro e di fondamentale importanza, avveniva in modo deduttivo sotto il diretto, costante controllo dell'insegnante che faceva abbondante uso di termini metalinguistici e gestiva le lezioni quasi esclusivamente nella madrelingua degli studenti. Gli esercizi di applicazione erano basati sulla traduzione da e verso la lingua straniera di frasi, l'unità di base della lingua. Senza dimenticare l’epoca dello strutturalismo, i contributi successivi del cognitivismo e del costruttivismo cambiano la prospettiva e spingono verso un’evoluzione del ruolo della grammatica nell’insegnamento della lingua. In un contesto come quello delineato da queste ultime teorie, in cui si dà ampio spazio e valore alla capacità dell'individuo di creare, produrre lingua, risulta evidente la necessità di affrontare le problematiche relative alle interferenze causate dalla madrelingua dello studente, da altre lingue apprese in precedenza, ma anche alle interferenze intralinguistiche, cioè interne al sistema della lingua straniera che lo studente sta sviluppando. Queste problematiche coinvolgono non solo aspetti che definiremmo di tipo teorico riguardo all'apprendimento della lingua, ma hanno risvolti pratici di estrema rilevanza nella prassi didattica quotidiana: ad esempio nel definire quando e come correggere un errore di grammatica; come presentare la grammatica, se in modo implicito o esplicito, che impostazione dare all'approccio allo studio della grammatica, induttivo, deduttivo, eclettico. Ci siamo avvicinati, a grandi passi e in modo molto sommario, a questioni che riguardano l'insegnamento della grammatica.

Acquisizione e apprendimento
Procedendo oltre, molto interessante risulta la contrapposizione tra acquisizione e apprendimento proposta da Krashen (1981) che qui vediamo in relazione alla grammatica. Krashen propone il concetto di apprendimento (learning) che accompagna in modo inscindibile quello di acquisizione (acquisition) spontanea e naturale della lingua, quest'ultima risultato di un'esposizione che ha certe caratteristiche: è fondata su un input comprensibile, può contare su un corretto ordine naturale, sa fare i conti, scongiurandolo, con il pericolo dell'insorgenza di stati d'ansia e altri fenomeni psico-affettivi che possono creare filtri affettivi, e così via.

















Mario Sironi,
Periferia con cavaliere

1924
  Fino a non molto tempo fa, e in alcune situazioni ancora oggi, lo scopo del processo di insegnamento era quello di mettere in grado lo studente di gestire testi scritti, di leggere soprattutto testi letterari e di conoscere il funzionamento, le forme della lingua. È quasi paradossale che dopo anni di istruzione formale ricevuta a scuola o all'università uno studente non riesca a comunicare oralmente in lingua; ciò risulterebbe pressoché inspiegabile se non si prendesse in considerazione il ruolo che esercitano ancor oggi grammatica e traduzione nell'insegnamento delle lingue straniere. Così come accade per l'insegnamento del latino e del greco o di altra lingua classica la metodologia applicata nel campo dell'insegnamento della lingua straniera è stata e in parte ancora è basata sulla grammatica e sulla traduzione.



Attraverso l'apprendimento mnemonico di regole descritte dall'insegnante e di lessico presentato attraverso i testi da tradurre, lo studente era (usiamo il passato come auspicio) accompagnato nell'esplorazione della lingua straniera senza che venisse presa in considerazione la dimensione d'uso della lingua. Nel momento in cui le lingue straniere hanno cominciato ad assumere la loro nuova, ma soprattutto naturale funzione, cioè quella di strumenti per la comunicazione, il modo tradizionale di insegnarle ha denunciato tutti i suoi limiti, ha dovuto prendere atto della necessità di abbandonare i metodi formalistici e modificarsi scoprendo frontiere metodologiche nuove. Questo, tuttavia, non ha significato il completo superamento dell'impostazione grammatico-traduttiva, in Italia per l’insegnamento delle lingue straniere moderne e nella didattica dell'italiano a stranieri anche fuori dai confini nazionali.

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