| sommario | « indietro | avanti » |
DINO BUZZATI(1)
NASCE
A BELLUNO
  nel 1906. Di formazione umanistica, giuridica e militare comincia all’età di 14 anni la redazione di un diario che riporterà fatti, sensazioni e riflessioni sino al 1972.
  unitamente alle pause, evidenzia il senso d’angoscia e il clima d’attesa: fa eccezione ancora una volta il racconto “I sette piani” (in cui si ripresenta il numero sette) il cui ritmo è incalzante e le pause quasi assenti. Al racconto si ispirano il film “Il fischio al naso” di Ugo Tognazzi (12) e una riuscita rappresentazione teatrale firmata dallo stesso Buzzati (13) (14). Ma la lettura attenta dell’intera opera rivela la ricorrenza dell’elemento numerico, che anzichè contribuire all’organizzazione temporale del racconto nel dare precisione e definitività allo svolgimento, crea contrapposizione e contrasto. Il tema della femminilità, che sembrava residuo nella visione di Buzzati, emerge ne “Il grande ritratto” del 1960, esperimento di romanzo fantascientifico controffensiva italiana allo stile anglosassone nell’esperienza della “science fiction” (15), quello dell’amore in “Un amore” del 1963, vagamente autobiografico e premonitore delle tarde nozze avvenute nel 1966 (16). Si spegne nel 1972, quasi nella volontà di rimanere incosciente della malattia con cui conviveva tempo. Rimane il ricordo di un artista poliedrico (17) capace di dipingere la realtà con stile “onirico” unico e personalissimo.

1) http: //dino.buzzati.it/biografia.htm
2) http: //web.genie.it/utenti/g/gargano/Mio-padre/Relazione13.html
3) www.tarara.it/collane/monte/ di%20monte3.htm
4) http://dvolpin.teleradiostereo.it/buzzati.htm
5) www.assembleateatro.com/DESERTO
6) www.repubblicaletteraria.net/Buzzati.htm
7) http://digilander.iol.it/dopoguerra /Buzzati%20%20commenti.htm
8) http://web.tiscali.it/ appuntiericerche/Relaz.librinoti/MISTERO.htm
9) www.mondadori.com/ libri/cover/buzzati/racc.htm
10) www.romanobattaglia.it/buzzati.htm
11) http://biblioteca.itis.mn.it/recensioni/ narr_ita/boutique.htm
12) http://mymovies.monrif.net/dizionario/ recens.asp?Id=9357
13) www.tophat.it/art.php3?art=64
14) www.comune.bologna.it/iperbole/ t_evento/schede/uncaso.html
15) http://www.liberliber.it/biblioteca/ tesi/lettere_e_filosofia/sociologia_della_letteratura/ la_fantascienza_ritorno_al_fantastico/html/cap02.htm
16) www.italialibri.net/autori/buzzatid.html
17) http: //dino.buzzati.it/mostra.htm











Renato Guttuso,
Autoritratto,
Palermo, Galerie d’Arte Moderna, 1936
  Nel 1928 comincia la professione di giornalista e nel 1933 viene pubblicato il racconto lungo “Barnabo delle montagne” (2), il primo romanzo in cui compaiono gli scenari che costituiranno i luoghi e i paesaggi metafisici (3) che caratterizzano la produzione dello scrittore veneto. L’atmosfera sospesa è la stessa che caratterizza quello che è considerato il capolavoro, il romanzo “Il deserto dei tartari” del 1940, difficilmente classificabile se non come un punto d’incontro tra il genere del romanzo fantastico e quello realistico (4). La poetica fantastica e l’ambientazione surreale della vicenda incentrata sull’archetipo della fortezza costituiscono un cimento creativo tanto arduo quanto stimolante anche per la rappresentazione teatrale (5). La fortezza, come la montagna, è la dimensione da raggiungere mediante il momento magico dell’ascesa, azione non univoca in quanto il personaggio centrale è continuamente sollecitato dalle sue angosce e dal desiderio di mantenere i contatti con la realtà a voltarsi indietro e “spezzare” la linearità e la continuità del movimento (6). Forse non noti come meriterebbero, sempre all’ombra de “Il deserto dei Tartari”, i racconti di Buzzati contengono le dinamiche spazio-temporali che vanno a definire il mondo del grande scrittore-giornalista e sono la sua forma d'espressione preferita (7). Ne “I Sette piani”, della raccolta di racconti metafisici “La boutique del mistero” (8), il movimento lineare procede verso il basso a causa di errori formali che causano la morte del protagonista. Sono presenti i temi dell’angoscia dell’infinito e dell’irraggiungibile de “I sette messaggeri” (9), in cui il cammino del protagonista avanza verso ciò che il viaggiatore ritiene erroneamente il meridione e i confini del proprio regno; del mistero, aspetto studiato da autorevoli curatori che sembra essere la chiave di lettura di tutta la sua esistenza e perfino della sua morte, una storia di sortilegi (...) quasi fosse l’ultimo racconto dello scrittore (10); dell’”inquietudine” (“Il colombre”) (11). Il ritmo lento impresso alla narrazione,

| sommario | top | « indietro | avanti » |
Sommario