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Italiano lingua seconda:
fondamenti e metodi

a cura di Maria Cecilia Luise

“Approccio alla Lingua Italiana per Allievi Stranieri”: da qui deriva l’acronimo ALIAS, che richiama il fatto che gli immigrati sono un “alias”, uguali a noi e altri da noi. ALIAS è il nome di un progetto congiunto del Ministero della Pubblica Istruzione e dell’Università di Venezia, impostato nel 1999, che nasce da un’esigenza formativa sempre più sentita dagli insegnanti della scuola italiana, che si trovano a dover lavorare sempre più spesso con classi multietniche, nelle quali la presenza di allievi stranieri è sempre più massiccia. Da più di due anni il Progetto Alias, attraverso il sito www.unive.it/progettoalias , dialoga, tiene i contatti e forma centinaia di insegnanti e futuri insegnanti che si occupano o si interessano di italiano lingua seconda, mettendo a disposizione saggi, articoli, materiali didattici, forum di discussione. Oggi, a dimostrazione da una parte che il Progetto Alias è un progetto in divenire, la cui crescita è costante ed è alimentata da sempre nuovi stimoli e spunti, dall’altra che il campo della didattica dell’italiano lingua seconda, sotto la spinta non solo dell’emergenza immigrazione che vive l’Italia, ma soprattutto dell’impegno e delle ricerche che sempre più studiosi dedicano a questo argomento, viene raccolta in volume una serie di saggi, prima pubblicazione di una collana, Risorse didattiche ALIAS, curata da Paolo Balboni. Il testo vuole dare un panorama della ricerca sulla didattica della lingua seconda organizzato in modo coerente con l’impianto che caratterizza il Progetto Alias: accanto alla dimensione
  teorica, alla ricerca e all’integrazione degli apporti che possono dare le diverse scienze del linguaggio e dell’educazione alla glottodidattica, c’è una forte componente operativa, metodologica, applicativa. Il testo si divide in tre volumi: nel primo, “Coordinate”, trovano posto alcuni saggi sugli aspetti della glottodidattica dell’italiano come lingua seconda e dell’educazione interculturale che oggi devono diventare dei punti fermi della ricerca e dell’insegnamento: dai conflitti interculturali alla metodologia ludica in classi plurietniche, dall’organizzazione di un laboratorio linguistico all’insegnamento dell’italiano come lingua per lo studio, fino alle caratteristiche dell’insegnamento dell’italiano come lingua seconda ad adulti; nel secondo volume sono invece contenuti alcuni saggi dedicati ad etnie e lingue tra le più presenti nella realtà scolastica italiana: russa, rom, albanese, macedone, araba, cinese; il terzo volume, “Strumenti per la didattica”, presenta una serie di materiali e strumenti, bibliografie ragionate, sitografie, filmografie, ma anche strumenti per la rilevazione dei dati e l’osservazione della classe plurilingue e multietnica, che fin da subito un insegnante può utilizzare nella sua pratica quotidiana, non solo per agire direttamente con gli allievi stranieri, ma anche per aprire il suo lavoro e la sua professionalità ad una dimensione di ricerca continua, ad un’ottica davvero interculturale che coinvolge tutti gli studenti, non solo quelli arrivati da lontano.

  Umberto Boccioni,
Forme uniche nella continuità dello spazio,
Milano, Civica Galleria di Arte Moderna, 1913.















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