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IL CONDUTTO-
RE TELEVISIVO
MAURIZIO
  Costanzo definisce il talk-show come “la rappresentazione del quotidiano”. Si tratta infatti di uno spettacolo di parola, dove la comunicazione è la protagonista.
 


Il tono e la pronuncia, inoltre, non rispecchiano la realtà italiana in quanto sono spesso cartoni stranieri e quindi tradotti. Per cui, se l’insegnante vuole dare un’im-magine dell’Italia attraverso il cartone animato, deve cercare un cartone italiano (cosa abbastanza difficile). Se invece è soltanto un momento ludico, di relax, allora ben venga anche Paperino, Digimon e tutti gli altri. Gli studenti di tutte le età, comunque, si divertono a guardare il cartone animato. L’insegnante darà delle attività facili o meno facili a seconda del loro livello. Un’attività che risulta particolarmente simpatica, in questo caso, è quella dell’anticipazione. Dare delle foto dei personaggi oppure senza audio far vedere alcune immagini e lasciar fare delle supposizioni alla classe (magari divisa in gruppi o a coppie) sulla storia e sui personaggi.

Sulla pubblicità ci sarebbe tanto da dire. Dei messaggi pubblicitari l’insegnante dovrà analizzare il significato e il significante per poi creare delle attività didattiche. Questo tipo di materiale autentico può andar bene per tutti i livelli. In genere, per un livello principianti vanno bene pubblicità di detersivi, di prodotti alimentari, pubblicità cioè di facile comprensione (sia del significato che del significante). Altre pubblicità possono andare bene per un livello medio-avanzato, poiché create per una determinata fascia di pubblico intellettualmente e culturalmente più elevato.

















Mario Sironi,
Periferia con cavaliere

1924
  Qui si trova una grande varietà di registri e la lingua non è sempre quella standard. E’ un parlato spontaneo, dove chi parla non legge ciò che dice, non si è preparato una scaletta e un po’ improvvisa. Per molti studiosi il talk-show, non è un vero e proprio parlato-spontaneo in quanto, anche se è vero che chi parla improvvisa, è anche vero che sa bene di essere ripreso da una telecamera e cerca quindi di dare il meglio di sé. Il vero linguaggio spontaneo, quindi, si può avere soltanto in situazione di candid camera (cioè quando chi parla non sa di essere filmato). Questo tipo di trasmissione può andar bene per tutti i livelli. Dipende naturalmente dall’argomento trattato e dalle attività somministrate. Può essere inoltre utile per delle lezioni interculturali, visti gli argomenti che in genere offre.



Oltre ai tipi di attività che abbiamo già visto per le altre trasmissioni, si potrebbe somministrare un’attività del tipo ‘il protagonista della vicenda ha scritto una pagina del suo diario raccontando ciò che si è detto in trasmissione, ma ricorda male due informazioni. Cercate le due informazioni errate’. Oppure ‘il protagonista della vicenda ha scritto una pagina del suo diario raccontando ciò che si è detto in trasmissione. Ha però commesso due errori morfo-sintattici. Individuateli’. La somministrazione dell’una o dell’altra attività dipende sempre dal fine didattico che si è prefisso l’insegnante. Anche se indirizzato ad un pubblico infantile (italiano e italofono), il cartone animato nasconde diverse difficoltà che spesso impediscono agli insegnanti di somministrarlo ad un livello principianti. Il suo linguaggio, infatti, non sempre è comprensibile (si pensi per esempio a Paperino!).

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