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  "L'IMMI-
GRAZIONE
NON PORTA
PROBLEMI
nuovi, ma evidenzia quelli già esistenti", scrive F. Susi, e in effetti la crescita del numero degli immigrati presenti sul territorio nazionale ha portato a galla dinamiche che condizionano non solo l'insegnamento dell'italiano agli immigrati, ma l'insegnamento in generale.
  di allievi stranieri presenti a scuola è umentato di 35 volte: una lievitazione esponenziale. L'Italia ha sicuramente potuto, in ambito legislativo e organizzativo, fare riferimento a quanto elaborato dagli altri Paesi per elaborare quindi un processo originale. Bisogna però anche sottolineare come il territorio e la realtà italiane, estremamente frantumati e divisi creino delle condizioni del tutto particolari e necessitino quindi di disposizioni ad hoc.

Numero di Paesi rappresentati
I Paesi stranieri rappresentati in Italia sono 186: un vero e proprio mosaico di culture. In particolar modo (vedi grafico 2 indagine del M.I.UR.) si può notare come gli allievi immigrati con cittadinanza europea siano rimasti stabili, mentre invece ci sia stata un'esplosione per quanto riguarda gli immigrati di cittadinanza non europea. Le cittadinanza non UE in maggiore aumento sono quella albanese e quella marocchina. Le conseguenze sul piano operativo sono immediate: è ben diverso insegnare in una classe con quattro o cinque alunni provenienti dallo stesso paese o dalla stessa area geografica che non con alunni provenienti da paesi diversissimi.

Di sicuro possiamo dire che la forte presenza in classe di allievi con cittadinanza non italiana rende impossibile continuare a fare scuola come si faceva in precedenza. La presenza straniera ha accelerato la presa di coscienza di problemi che già da molto tempo fermentavano all'interno del sistema scolastico italiano. Abbiamo voluto soffermarci su quattro aspetti, che ci sembrano offrire sufficienti spunti di discussione e di riflessione. Riteniamo che questi aspetti abbiano ricadute scientifiche non solo nell'ambito della didattica dell'italiano L2 ma anche della didattica dell'italiano LS, in quanto si tratta di aspetti metodologici capaci di proiezioni nell'operare quotidiano dell'insegnante a prescindere dalla sua ubicazione geografica.

Fenomeno dell'interlingua all'interno della classe
Il fenomeno dell'interlingua3 può essere sfruttato proficuamente dall'insegnante: da un lato il "transfer" permette di colmare i vuoti comunicativi, specialmente nelle prime fasi di apprendimento di una lingua; dall'altro, l'analisi degli errori prodotti dal parlante


Tommaso Minardi il genio delle belle arti incontra Canova,
1812.
  Uno studio del MIUR1 permette di dare uno spaccato molto chiaro e veritiero della attuale situazione italiana in quanto la legge italiana prevede l'obbligo della scolarità per tutti i minori nella fascia dell'obbligo scolastico, a prescindere dalla loro posizione giuridica2. Nell'a.s. 2001/02 sono stati rilevati 181.767 allievi stranieri, il 2,31% del totale. Il loro numero non è altissimo, specialmente se confrontato con nazioni di immigrazione storica, come la Francia o la Germania. Oltre al carattere di stabilità che l'immigrazione ha ormai raggiunto nel nostro Paese, ci sono altri tre fattori da tenere in considerazione per comprendere la portata del fenomeno in tutto il suo spessore.

Distribuzione degli allievi immigrati
La distribuzione degli allievi con cittadinanza non italiana sul territorio è disomogenea, per cui ci sono aree che si trovano a dover fare i conti con percentuali molto elevate. La concentrazione di alunni stranieri è per il 66,57% nelle aree del Nord del Paese, rispetto al 23,32% del Centro e al 10,11% del Sud e delle Isole. Questa tendenza va aumentando: rispetto all'anno scorso sono diminuite le presenze al Centro mentre sono cresciute al Nord. Questo modello di sviluppo si può definire "diffuso" e ha la particolarità di non interessare solo i grossi capoluoghi di regione, ma anche piccole città di province ad alto tasso di sviluppo (Treviso, Vicenza, Brescia ecc.)

Velocità del cambiamento nella scuola
In altri Paesi europei la storia dell'immigrazione ha un percorso lento. In Italia invece la crescita è stata rapidissima, si può parlare di processo immigratorio a partire grosso modo dalla metà degli anni '80, ma il vero boom si è avuto da dieci anni a questa parte. Nell'arco di un periodo di diciotto anni (v. grafico 1 indagine del M.I.U.R.) il numero

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