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  LEI E'
UNA PER-
SONALITA'
conosciuta.
Ci piacerebbe, tuttavia, conoscerla più da vicino…

Sono allievo di De Mauro; dopo la laurea ho studiato a Heidelberg con il gruppo di sociolinguisti che, diretto

  nello sviluppo della competenza dell'apprendente: le sequenze sono implicazionali nel senso che una regola strutturale può essere elaborata dall'apprendente, e pertanto può entrare a far parte stabilmente del suo sistema interlinguistico, solo se sono date determinate condizioni in termini, ad esempio, di altre regole che devono già essere presenti nel sistema. La LA per l'italiano L2 ha ricostruito le regolarità implicazionali di una serie di fenomeni di tipo morfosintattico negli ambiti dell'espressione della temporalità, della modalità, della negazione. Il progetto più recente si è occupato della sintassi e della dimensione testuale ed è partito un progetto di ricostruzione dell'acquisizione del lessico.

Che rapporto stabilisce tra la linguistica dell'acquisizione e la glottodidattica generale?
La LA ha innanzitutto un interesse teorico, ma si pone anche il problema di una possibile applicabilità dei suoi risultati, soprattutto nel momento in cui assegna loro una validità di tipo generale, se non addirittura universale. A tale valenza contribuiscono diversi fattori legati ai modelli teorici scelti. Innanzitutto, questi si rifanno alle teorie tipologiche e a quelle degli universali linguistici. Inoltre, va segnalato il fatto che lo sviluppo della ricerca acquisizionale nel nostro paese è stata fortemente determinata dalla presenza degli immigrati stranieri, rappresentanti esemplari dei processi di apprendimento spontaneo della L2, fuori dai contesti formativi e pienamente inseriti, invece, entro il gioco dell'interazione quotidiana. La preferenza della LA per tale tipo di ap-prendente è legato ad una opzione metodologica di tipo jakobsoniano, cioè il fatto che i 'casi estremi', quelli marginali, consentono al ricercatore di cogliere più da vicino l'essenza di un fenomeno. E l'apprendimento spontaneo dell'italiano da parte di un immigrato straniero è uno di tali casi: apprendere la lingua nel farsi stesso della comunicazione, che avviene nel codice che si deve apprendere. Per questo la LA ritiene tale caso come più 'puro' rispetto all'analisi nei contesti di classe, formali. Occorre dire che tra gli importanti risultati dei 'progetti Pavia' c'è anche una banca dati testuale che è disponibile, a richiesta, accedendo al sito del Dipartimento di linguistica dell'ateneo pavese.


Giovanni Fattori,
Rappezzatori di reti

1872 ca.
  da Dittmar e Klein, analizzava le questioni linguistiche dei nostri emigrati. Sono stato ricercatore presso le Università della Calabria e 'La Sapienza' di Roma. Nel 1992 sono diventato associato di Sociolinguistica all'Università di Pavia. Dal 1996 sono professore di Glottodidattica all'Università per Stranieri di Siena, dove insegno anche Semiotica.

Il suo nome è associato a due grandi settori, uno teorico - la linguistica dell'acquisizione - l'altro operativo, la certificazione.
Premettiamo che le certificazioni non sono imprese solo operative, ma richiedono il riferimento costante a quadri teorici relativi almeno al concetto di competenza linguistico-comunicativa e di sua misurazione.
Il problema è che è un ambito che ha anche dirette implicazioni operative, che non pesano poco, quanto a risorse, sui centri di certificazione! Veniamo alla linguistica acquisizionale, termine introdotto in Italia da Berruto nel 1998, all'interno di uno dei progetti miranti alla ricostruzione delle tappe costanti dei processi di apprendimento dell'italiano L2.
Tale ambito di studi è già da anni vivace all'estero e uno dei grandi progetti della Fondazione Europea della Scienza, a Nimega, ha proprio questo come suo oggetto. La LA applica primariamente una prospettiva di ricerca teorica e di base. Un elemento centrale del suo modello teorico è il concetto di 'interlingua', al quale vengono ricondotti i processi di sviluppo della competenza in L2: questi sono assimilati alla costruzione di una serie di grammatiche di varietà, evolutive, da parte dell'apprendente, sotto la spinta di fattori interni (cognitivi, motivazionali ecc.) ed esterni (di contesto socioculturale ecc.). La prospettiva interlinguistica consente di considerare, ad esempio, gli errori sistematici come manifestazione di regole strutturali delle varietà di apprendimento elaborate dall'apprendente in un dato stadio della sua acquisizione.
La LA mira a ricostruire le sequenze implicazionali che fanno sì che le diverse varietà interlinguistiche si succedano

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