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Francesco Hayez,
Il bacio
Episodio della giovinezza
Costumi del secolo XIV

Milano, Pinacoteca di Brera, 1859.




  L'attenzione verso gli stili e le strategie di apprendimento consente al docente di raggiungere non solo gli obiettivi "classici" della sua azione didattica, ancora oggi spesso identificati con la sola competenza linguistica, ma gli permette anche di promuovere uno degli aspetti fondamentali prospettati nell'ambito dell'approccio umanistico-affettivo, quello dell'autonomia dell'apprendimento.

La scelta del testo
Diversi possono essere gli interessi e gli obiettivi che spingono sia il docente che i discenti alla scelta di un testo da leggere e su cui svolgere attività didattica. Indipendentemente da questo esistono comunque presupposti da rispettare che in gran parte o interamente derivano dalle linee guida indicate nell'ambito dell'approccio umanistico-affettivo. Un testo deve fornire input significativi di carattere contenutistico, soprattutto dal punto di vista culturale: deve cioè stimolare in chi si appresta a leggere una forte motivazione alla prosecuzione della lettura. Deve inoltre stimolare il piacere della lettura, così da eliminare il filtro affettivo della noia e attivare quello che Krashen definisce rule of forgetting: il discente si concentra, perché affascinato, sulla comprensione dello sviluppo narrativo del testo e vuole arrivare semplicemente a capire "come va a finire", dimenticando così che in quel momento sta anche "imparando" una lingua. Altro elemento discriminate nella scelta del testo è la graduazione della difficoltà dei contenuti presentati, che è al momento il fattore più contraddittorio. Un racconto infatti può rispondere ai primi due criteri qui descritti, ma nella maggior parte dei casi risulta di difficile o addirittura impossibile comprensione sia per il lessico, sia per la componente morfosintattica, contravvenendo così all'ipotesi dell'input comprensibile. Ciò significa che di fronte a un compito troppo difficile scatta il meccanismo del filtro affettivo e il discente si blocca perdendo motivazione e stimolo a proseguire4. Dalla difficoltà della graduazione dei materiali deriva anche l'importanza della scelta delle tecniche didattiche con cui si affronta un testo, tra le quali acquistano valore rilevante (anche se spesso trascurate) quelle relative alla pre-lettura.
  A questa attività è legata l'importanza che riveste una grafica accattivante, con immagini e fotografie che possano illustrare bene il contesto in cui si svolge l'azione (si pensi a chi ha uno stile cognitivo soprattutto visivo e opera principalmente con l'M\DS), titoli e sottotitoli che anticipino il contenuto a una prima occhiata, parole chiave sottolineate o in grassetto.

Il contributo della lettura
Secondo Danesi l'uso della lettura come tecnica intermodale è particolarmente efficace dato che la mente umana ha la tendenza a imparare attraverso un input narrativo: il discente impara efficacemente attraverso la lettura, poiché la narrazione costituisce un mezzo fondamentale per la significazione e, perciò, pervade tutti gli aspetti dell'apprendimento. Sulla base di questi presupposti occorre considerare innanzitutto l'importanza della lettura nell'ambito della competenza linguistica. In glottodidattica il testo viene ormai considerato come "l'unità base da cui partire per procedere via via ad analizzare gli elementi di rango inferiore"5 per cui si parte da un testo per estrapolare (usufruendo di diverse tecniche) gli elementi necessari allo sviluppo della competenza morfosintattica. La forma narrativa poi, in quanto tale, necessita di svariate strutture linguistiche che permettano il dipanarsi del racconto in tutta la sua valenza espressiva e comunicativa. Ecco dunque che il racconto risulta essere uno strumento assai valido per la strutturazione di un percorso a spirale grazie al quale è possibile scegliere di privilegiare alcuni aspetti invece che altri e poi tornare sugli stessi, come input già conosciuti, fornendo contemporaneamente altri input nuovi ma accessibili. Il fatto poi che gli input siano presentati all'interno di una cornice, cioè nel racconto, permette il realizzarsi di un altro presupposto fondamentale della glottodidattica, cioè il concetto della contestualizzazione, secondo cui ogni attività deve essere inserita in un contesto significativo al fine di garantire l'efficacia dell'apprendimento. Nell'ottica dello sviluppo della competenza lessicale appare chiaro come appunto il lessico possa essere elicitato, visto e/o presentato non come lista di vocaboli avulsi da un contesto, ma come campo semantico presentato all'interno di un'attività situazionalizzata.

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