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  CHE ITALIANO
TROVIAMO
NEL
COMPUTER?
E quale inglese? In realtà si tratta di una sintesi tra le due lingue, un "itangliano" che chi insegna all'estero spesso non ha occasione di usare e che quindi non conosce - ma
 
  • mentre in alcuni casi si calca la parola italiana su quella inglese, anche se sarebbe possibile avere un corrispondente, in altri casi si nota una tendenza al recupero della parola o dell'espressione italiana: "rete" si affianca a "internet", "in linea" a on line, e così via; interessante il fenomeno di "scansionare": è la versione italiana di to scan, che all'inizio aveva prodotto "scannerizzare" e, addirittura, "scannare"; in italiano esiste l'espressione "fare la scansione", che inizialmente ha prodotto "scansire", troppo lontano fonologicamente da "scansione" e quindi poco efficace nel richiamare questo sostantivo alla memoria: ma recentemente sta esplodendo l'uso di "scansionare" che riprende "fare la scansione" la abbrevia e la fa seguire da un semplice complemento diretto ("scansionare un testo") anziché una specificazione ("fare la scansione di un testo");
  • l'originale significato italiano della parola che risulta dal calco inglese viene praticamente ignorato: "scrollare", da to scroll, significa "agitare fortemente, con rapidità" in italiano mentre in informatichese significa "far scorrere lentamente, senza salti", "scannare" in italiano vuol dire l'uccidere tagliando la gola con violenza, ben lungi dal quieto passaggio sotto lo scanner…

    Una panoramica di questa microlingua permetterà, inoltre, di evidenziare l'infiltrazione di usi e costumi informatici all'interno del tessuto sociale italiano. Quell'informatica che fino a poco tempo fa veniva vista come mera stregoneria oggi è divenuta quotidiana, è entrata a far parte della vita di tutti i giorni, del background culturale di moltissime persone che usano spesso l'informatichese. Un'ultima premessa prima di passare alla guida all'informatichese: nel momento in cui va in stampa questo articolo è vecchio; ogni giorno si creano nuovi programmi, nuovi processi e i loro nomi vengono importati insieme al prodotto; non solo: ogni giorno qualcuno comincia ad usare una nuova versione italiana di termini inglesi e se la nuova parola è una trasposizione o un adattamento felice il suo uso si diffonde anche in pochi giorni, attraverso la rete.

    allegare: una delle pochissime traduzioni letterali di un termine inglese ("to attach"). Significa inserire un file in una lettera via posta elettronica;


  • Pompeo Batoni
    Achille e il centauro Chirone,
    Firenze, Galleria degli Uffizi,
    1746.
      spesso anche chi vive in Italia e si è accostato da poco all'informatica ha dei problemi. Cerchiamo, in queste pagine, di fare il punto della situazione. Originariamente frutto di integrazione di termini inglesi specialistici e di termini italiani, la microlingua informatica si è successivamente sviluppata adattando le pronunce originali alla lingua italiana, traducendo alcuni termini, arricchendo il significato di alcuni vocaboli esistenti ed infine, prendendo spunto da vocaboli inglesi per creare dei veri neologismi italiani.

    La microlingua informatica presenta alcune costanti estremamente interessanti:
  • molte delle parole "storiche" del dizionario informatico e quelle di più frequente utilizzo presentano una pronuncia italianizzata, mentre nelle parole di uso più recente la radice dei verbi conserva spesso una dizione inglese;
  • quasi tutti i verbi appartengono alla prima coniugazione (quelli da noi selezionati terminano tutti in -are, tranne "scansire");
  • il genere dei sostantivi viene assegnato in base a quello della traduzione italiana della parola presa in considerazione: "CPU" è femminile perché il neutro unit corrisponde a "unità", che è femminile; in assenza di corrispondente, prevale il maschile: scanner, pixel, ecc.; il maschile compare anche quando non si conosce il significato originale della parola inglese, che può essere arrivata nell'informatichese per analogia o per metafora (software e hardware, ad esempio): in tal caso non si conosce il genere del corrispondente italiano e quindi prevale il maschile (anche se directory acquista, per ragioni inspiegabili, il femminile); curioso il caso di database: sia il corrispondente diretto italiano di base, cioè "base", sia quello più usato, "banca", sono femminili, ma database ha acquisito il genere maschile;


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