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  NON E'
SOLO UNA
QUESTIONE
TERRITORIALE
Il fatto che In.it passi da 24 a 32 pagine è un fatto culturale. Finora ci eravamo interessati dell'insegnamento dell' italiano all'estero, da questo numero cercheremo
  Le due cose sono invece molto diverse, anche se esistono delle situazioni in cui si presentano contemporaneamente: basti pensare alle scuole italiane nel mondo, in cui i primi anni sono di italiano LS mentre lentamente, essendo gli studenti immersi per gran parte della giornata in una scuola con materiali didattici in italiano, si muove verso la L2.
La differenza è sostanziale:

o nell'italiano LS l'insegnante è l'unica fonte di input, quindi può graduare i materiali, può accettare esecuzioni imperfette sapendo che le correggerà in futuro, può decidere il programma che vuole seguire; o nell'italiano L2 l'input avviene essenzialmente all'esterno delle ore di italiano, non ha alcuna forma di graduazione e di selezione, ogni errore può essere corretto da altri insegnanti o da altri parlanti nativi con i quali gli studenti si trovano ad interagire, il concetto di programma si fa labile: se gli studenti hanno bisogno di capire l'opposizione tra imperfetto e perfetto oggi, in questo momento, e lo chiedono perché altrimenti non capiscono i film o le lezioni di storia, è inutile attendere l'unità didattica dedicata al passato, bisogna parlarne subito.

L'insegnante di italiano LS è un allenatore che imposta la partita come vuole lui, tanto i giocatori in campo sono tutti suoi, la partita è in realtà un allenamento interno in preparazione del grande match; l'insegnante di italiano L2 gioca invece una partita vera, i suoi giocatori sono in campo e si avvicinano alla panchina dell'allenatore per chiedere cosa devono fare in quella data situazione, visto che non hanno capito bene come gioca l'altra squadra, quella dei parlanti nativi italiani.

L'evoluzione dei materiali didattici
Questa differenziazione funzionale tra italiano LS e italiano L2 comincia a vedersi anche nei manuali didattici: finora, gli insegnanti che operano nelle scuole italiane con immigrati hanno dovuto inventarsi il materiale: c'erano alcune raccolte di schede didattiche, alcuni materiali di supporto, ma nulla di specifico. Per cui si finiva, soprattutto con studenti adolescenti o giovani adulti, per usare manuali pensati per l'italiano all'estero. Lentamente le cose stanno cambiando, e il panorama editoriale comincia a differenziare l'offerta facendo edizioni diverse per l'uso in Italia o all'estero.


Filippo Juvarra,
il grande salone della palazzina di caccia di Stupinigi (Torino), 1729-31
  di svolgere il nostro servizio di formazione e di informazione anche per coloro che insegnano l'italiano a stranieri in Italia - anche per la crescente mobilità degli insegnanti di italiano: basti pensare a coloro che insegnano nelle scuole italiane all'estero o fanno i "lettori" nelle università e che dopo cinque anni all'estero devono rientrare per un periodo nelle loro scuole, ed in tal caso è naturale che venga affidato a loro il compito di organizzare l'insegnamento dell'italiano agli immigrati. D'altro canto, si sta cominciando anche a realizzare il movimento opposto: nelle selezioni per individuare gli insegnanti da inviare all'estero l'esperienza maturata in Italia con immigrati costituisce un patrimonio che conta e che sarà sempre più significativo. Quindi è necessario che questa rivista decida di affrontare un problema unitario (l'insegnamento dell'italiano a stranieri) da due punti di vista diversi, l'italiano come lingua straniera all'estero e come lingua seconda in Italia. La richiesta che facciamo ai nostri lettori è di considerare entrambe le prospettive, indipendentemente da quella in cui oggi operano, come versanti di un unico problema, per cui la formazione e le informazioni nelle due sezioni sono rilevanti per tutti.

LS e L2
E' forse il caso di approfondire questa opposizione, che la glottodidattica britannica e americana hanno bellamente confuso a causa del loro modo di vedere l'insegnamento dell'inglese: gran parte di quella ricerca avviene in Gran Bretagna, Nord America e Australia, quindi riguarda "immigrati" nel senso più vasto - da quelli clandestini agli studenti stranieri che seguono un master - e rientra nell'insegnamento della L2. E' significativo il fatto che la Second Language Acquisition Theory di Krashen sia nata per l'inglese come L2 ma poi sia stata dallo stesso autore proposta, senza alcuna modifica, per la lingua straniera.


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