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  INSEGNARE
L'ITALIANO A
GIAPPONESI
pone alcuni problemi peculiari. Lo scopo di questo contributo è quello di stimolare ad una riflessione sulla pluralità delle situazioni in cui si svolge il nostro lavoro.
  che ha il compito, fondamentale in una società in cui l'individualismo è poco diffuso e soprattutto poco apprezzato, di inserire il singolo nel corpo sociale tramite la scuola).

Sicuramente, però, in classi di questo tipo, vi sono anche alcune difficoltà che, specialmente all'inizio (almeno, secondo le varie esperienze fatte), possono disorientare e rendere più difficile il compito dell'insegnante:

1. gli studenti che facevano parte dei gruppi in esame presentavano in modo generalizzato un approccio allo studio della lingua straniera basato su una metodologia che privilegia decisamente gli aspetti grammaticali, mentre la parte relativa alla pronuncia e soprattutto alla conversazione è meno approfondita. Spesso, quindi, può capitare che, a fronte di una buona conoscenza grammaticale, vi sia una difficoltà notevole per ciò che riguarda l'articolazione del discorso o di un breve dialogo, anche se molto semplice. Tale aspetto si rivela soprattutto nelle persone anziane, ma anche tra i giovani è sicuramente apprezzabile;
2. nell'ambito della classe gli studenti mostrano una grande ritrosia alla partecipazione attiva causata dalla timidezza e dalla paura di sbagliare. Ciò avviene anche durante le attività "a coppie" che l'insegnante può proporre durante le lezioni;
3. fuori dalla classe invece, quindi fuori dal "luogo ufficiale di apprendimento", tale atteggiamento si manifesta meno;
4. la mimica e il linguaggio del corpo, in una certa misura diversi, ma soprattutto poco evidenti o volutamente celati, consentono solo molto difficilmente all'insegnante di valutare la reazione della classe alle attività didattiche e il livello di gradimento delle stesse. Questo risulta essere, specialmente durante le prime lezioni, l'ostacolo maggiore al raggiungimento di un buon grado di "feeling" tra gli insegnanti e gli studenti;
5. il grande rispetto, che in molti casi può trasformarsi in soggezione, nei confronti dell'insegnante, specialmente all'inizio, può costituire in una certa misura, un deterrente allo sviluppo del dialogo nell'ambito della classe;


Angelo di Cosimo di Mariano detto il Bronzino,
Ritratto di Ludovico Capponi
Frick Collection, New York,
1550-55.
  Veniamo dunque alla descrizione dell'esperienza. Nella maggior parte dei casi si trattava di giapponesi di età variabile senza alcuna conoscenza della lingua italiana o con una conoscenza disomogenea relativamente alla struttura grammaticale e sintattica della lingua italiana, ma le cui maggiori difficoltà erano senz'altro relative alla capacità di argomentazione e di espressione nella lingua oggetto di studio. In generale, nell'approccio allo studio e all'approfondimento della lingua italiana con una classe di giapponesi, si notano alcune particolarità tipiche della mentalità giapponese e dell'approccio che, in tale paese, si ha relativamente al sistema scolastico e allo studio di una lingua straniera. Tali aspetti, anche se da un lato possono facilitare in una certa misura le attività scolastiche, dall'altro, se non compresi, rischiano di vanificare in buona parte gli sforzi dell'insegnante e di non portare a un reale progresso, tale da sfruttare a fondo le possibilità che offre la residenza temporanea nel paese di cui si vuole imparare la lingua e il contatto con insegnanti di lingua madre. Innanzitutto credo che sia necessario evidenziare gli aspetti che possono facilitare l'insegnamento e l'apprendimento:

1. tali studenti evidenziano un grado molto alto di impegno e una motivazione all'apprendimento elevata. Spesso si tratta di persone interessate all'arte, agli usi, ai costumi e alla cucina italiani, ma spesso vi sono anche cantanti (specialmente lirici) che necessitano di imparare la cadenza e la pronuncia corrette della lingua italiana;
2. il clima di lavoro è decisamente improntato alla serietà e all'impegno e consente, da questo punto di vista, di lavorare in condizioni ottimali;
3. si nota un notevole grado di rispetto e di fiducia nei confronti dell'insegnante (in Giappone l'insegnante è una figura cardine della società, vera cinghia di trasmissione

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