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  Il piacere è la principale motivazione delle azioni umane, talvolta ancor prima del bisogno. Non sempre l’insegnamento linguistico è un piacere, vuoi perché il passato remoto irregolare è indigesto a tutti (e non possiamo farci nulla), vuoi perché si identifica la “serietà” di insegnamento con la “seriosità” di quel che facciamo in classe. In queste schede offriamo un contributo a chi vuol “giocare” con l’italiano; Guerra Edizioni ha già pubblicato un quaderno di Giochi dei bambini italiani, con attività didattiche proposte da Fabio Caon e Paola Celentin; l’idea viene ripresa in un volume della nuova collana di Risorse per l’insegnante, dallo stesso Caon e da Sonia Rutka, che insieme ad un saggio introduttivo sulla didattica ludica propongono decine di schede. Ne pubblichiamo alcune.









Arnulf Rainer,
Autoritratto,

Collezione privata, 1972
 
LA VALIGIA DELLA STORIE

OBIETTIVI LINGUISTICI: Costruzione di una storia partendo da 4 parole; utilizzo da parte degli allievi di tutte le risorse linguistico- comunicative; sviluppo di creatività; abilità linguistiche coinvolte: parlare, ascoltare, leggere, scrivere, dialogare per arrivare a decisioni comuni; uso del tempo passato.

OBIETTIVI COGNITIVI: Costruzione di un testo coerente e coeso; impiego corretto della sequenza temporale; uso di relazioni temporali, causali, logiche, di causa-effetto, ecc.

OBIETTIVI RELAZIONALI: Costruzione in collaborazione di una storia; confronto, sviluppo di idee; capacità di rinunciare ad una propria idea in favore della scelta di gruppo.

ETA’: 8-14 e oltre.

LIVELLO: Adattabile a qualsiasi livello. La storia può essere anche costituita da una sequenza di semplici frasi minime.

DURATA: Almeno 1 ora (indicativo).

ORGANIZZAZIONE: Preferibilmente a coppie; se già esperti di cooperazione, in piccolo gruppo (3-4 persone max).

COME SI GIOCA: L’insegnante presenta la sua valigia delle storie all’interno della quale ci sono 4 buste contenenti parole chiave: busta del chi: i protagonisti, busta del dove: i luoghi-gli ambienti, busta del cosa: gli oggetti, busta del quando, il tempo-periodo. Ogni gruppo o coppia pesca una parola in ciascuna busta e con il bagaglio di 4 parole costruisce liberamente una storia. Si possono ovviamente prevedere altre buste, ad esempio quella degli aggettivi, o quella che contiene un’intera frase da inserire adeguatamente nella storia. E’ importante che il lavoro sia adatto alla classe e che l’insegnante e/o gli alunni in grado di farlo, supportino con domande, suggerimenti
 
e incoraggiamenti il lavoro degli allievi più deboli.

CHI VINCE: Nessuno; tutte le storie diventano poi patrimonio comune poiché devono essere lette (illustrate) ed eventualmente raccolte in un libro di classe/laboratorio.

CHI: immaginario: re, regina, principe, principessa, cavaliere, gnomo, mostro, drago, orco, gigante, fata, strega, mago, elfo, folletto, fantasma, spettro, ecc.; (fanta)scienza: alieno, capitano dell’astronave, navigatore spaziale, scienziato, ecc.; animali: gatto, cane, pappagallo, balena, cavallo, pesce palla, pipistrello, elefante, rospo, rana, serpente, ecc.; persone: vecchio/a, saggio, guardiano/a, pescatore, marinaio, pirata, esploratore, ragazzo/a, giovane, donna, giornalista, fotografo/a, scrittore, contadino, pilota, bambino/a, ecc.

COSA: sasso, orologio, scatola misteriosa, piuma, libro, lampada, torcia, valigia, penna volante, barca, casco, maschera, mantello, bastone di vetro, macchina fotografica, microfono, sedia, pentola, specchio, scala, nuvola, ponte, palla trasparente, stella di fuoco, cappello, scarpa, bottiglia, porta, acqua, fuoco, rosa, baule, ecc.

DOVE: montagna, cima di un monte, vulcano, collina, caverna, grotta, mare, oceano, fiume, palude, isola deserta, deserto, distesa coperta di ghiaccio, luna, pianeta sconosciuto, giardino segreto, bosco, foresta, castello, casa diroccata, casa d’oro, soffitta, cantina, strada, sentiero, città moderna, città del futuro, città medievale, città deserta, villaggio, spiaggia rocciosa, spiaggia sabbiosa, ecc.

QUANDO: di notte, all’alba, al tramonto, a mezzanotte, a mezzogiorno, d’estate, d’inverno, in primavera, in autunno, un giovedì, in aprile, tanto tanto tempo fa, secoli or sono, nel medioevo, nei tempi in cui gli uomini avevano la coda, al tempo dei giganti, nel 2156, nell’anno zero, nell’anno del diluvio, ecc.


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