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  Giovanni Freddi,
La letteratura. Natura e insegnamento, Milano, Ghisetti & Corvi, 2003, pp.124

Il volume prende le mosse da una sintesi delle teorie della letteratura del ventesimo secolo, cui segue un capitolo più pedagogico sul concetto di “educazione” letteraria, le cui finalità sono, secondo l’Autore, il recupero del patrimonio culturale del passato, la comprensione della valenza estetica dei capolavori e lo sviluppo di una capacità critica, l’integrazione della letteratura con le altre forme di arte, mirando ad educare ad una “ecologia della mente e della cultura”. Seguono capitoli più strettamente glottodidattici, dedicati cioè al lavoro sulla lingua dei testi letterari; sono riflessioni che vanno dalla programmazione di un corso di letteratura alla discussione delle possibili attività dello studente (incluse quelle che vengono richieste dall’esame di stato alla conclusione della scuola secondaria in Italia); il cui motivo conduttore dell’approccio freddiano è costituito dalla centralità del testo letterario. Il testo, piuttosto che la storia della letteratura, è l’oggetto su cui lavora lo studente; l’Autore indica con chiarezza il percorso per la comprensione del testo, condotta attraverso diverse tipologie di lettura (globale, analitica, interpretativa), che portano a rafforzare sia la competenza testuale in sé, sia, specificamente, la competenza testuale relativa ai testi letterari. L’approccio di Freddi rifiuta sia una concezione sociologica della letteratura, che la vede come strumento di denuncia o di azione sociale e politica, sia l’eccesso del formalismo, che anatomizza il testo espungendolo dal contesto culturale in cui è stato prodotto; un ruolo rilevante ha, invece, la teoria funzionale di Jakobson, che vede il testo letterario come uno strumento comunicativo, oltre che espressivo. Il lungo saggio è scritto in maniera estremamente scorrevole (tanto che in alcune pagine è facile lasciarsi trarre in inganno dall’apparente facilità e perdere di vista la trama di riferimenti culturali e filosofici che stanno “sotto” la levigatezza della scrittura) e può essere interessante sia per insegnanti di lingua materna (in effetti molto del testo è pensato per un lettore italiano, che ben conosce i nostri licei e i nostri esami di stato) sia di lingua straniera.

Paolo E. Balboni
  Maria Cecilia Luise,
Italiano lingua seconda: fondamenti e metodi,
Guerra, Perugia, 2003; vol. 1 pp.179; vol. 2 pp.172; vol. 3 pp.117

Si tratta di una serie di saggi che costituiscono le coordinate concettuali di una nuova collana, Risorse didattiche ALIAS, pensata per offrire all’insegnante di italiano a stranieri (in Italia, ma in molti casi con indicazioni valide anche per l’estero) strumenti operativi per la didattica: accanto alla dimensione teorica, all’integrazione degli apporti di diverse scienze del linguaggio e dell’educazione, c’è una forte componente metodologica, applicativa, esplicitamente mirata al lavoro in classe. Questa prima opera (più teorica delle future opere della stessa collana) si compone di tre volumi. Il primo volume, “Coordinate”, contiene una serie di contributi teorico-applicativi sui temi fondamentali per l’accoglienza e l’educazione di studenti stranieri nella scuola italiana: l’educazione interculturale come sfondo integratore della scuola e come modalità per leggere e sciogliere i possibili conflitti; alcune metodologie per creare contesti facilitanti nella scuola multiculturale; le modalità per insegnare la lingua dello studio e facilitare la comprensione dei contenuti scolastici in L2; la glottodidattica dell’italiano L2 per studenti adulti.
Il secondo volume, “Lingue e culture d’origine” si sofferma su alcune caratteristiche culturali e linguistiche di etnie e lingue tra le più presenti nella scuola italiana: russa, rom, albanese, macedone, araba, cinese, per dare a coloro che sono in contatto con persone provenienti da realtà diverse e lontane chiavi di lettura, informazioni, ma anche suggerimenti didattici, per favorire una relazione non turbata da mancata conoscenza e da incomprensioni e per valorizzare le competenze e le conoscenze che queste persone portano con loro.
Il terzo volume, “Strumenti per la didattica”, è il più operativo: propone materiali e strumenti per la pratica didattica di chi lavora anche con studenti stranieri: dalle bibliografie ragionate ad informazioni e materiali reperibili attraverso la rete telematica; dalle coordinate per usare il cinema come strumento interculturale, ad un quadro preciso e esplicativo della Ricerca - Azione.

Marco Mezzadri


Fabio Grassi,
Il limite fra cielo e terra,

La Spezia, Athena, 1996.



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